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domenica 22 gennaio 2012

Un anno di letture. I libri del 2011 (meme)

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Invece che dedicare un post ai migliori libri letti nel 2011, ho deciso di partecipare a un questionario  che permette di tirar le fila, per lo meno in ambito letture, dell'anno appena concluso.


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Un grazie a Phoebes de Il tempo di leggere che mi ha gentilmente coinvolto e a Fragola perchè si impegna parecchio su Anobii per il gruppo Lettori Extralarge, al quale sono iscritta, e perchè proprio grazie al suo blog  sono entrata nel gorgo dei questionari libreschi...chè già lo so che questo sarà solo l'inizio, dato il mio amore per le classifiche e per i libri!!
Pronti e via!!




  1. Quanti libri hai letto nel 2011?
    Conosco esattamente il numero di libri letti annualmente perchè Anobii mi permette di tenerne il conto.
    Da tre anni partecipo alla sfida Lettori Extralarge e sono contenta di essere riuscita, almeno finora, a raggiungere gli obiettivi fissati di volta in volta al momento dell'iscrizione. Qest'anno, complice un'estate di svacco pesante, ho potuto persino rilanciare e dai 60 previsti inizialmente sono arrivata invece a 81.
  2. Quanti erano fiction e quanti no?
    Leggo praticamente solo romanzi. Nel 2011 ho affrontato un unico libro non fiction:  Spingendo la notte più in là. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo   di Mario Calabresi, (molto, molto interessante e commovente).
  3. Quanti scrittori e quante scrittrici?
    36 uomini e 45 donne.
  4. Il miglior libro letto?
    Sono 3.
    Chiedo scusa, La partita La sovrana lettrice di Alan Bennett. Dei primi due, di autori non troppo noti (ma uno è, seppur sotto pseudonimo, il grande Valerio Mastandrea) ho linkato la mia recensione. Il terzo è dello scrittore Alan Bennett noto a molti per Nudi e Crudi (vi consiglio anche questo) e per altri libri  molto divertenti e arguti, tutti editi da Adelphi.
  5. E il più brutto?
    In assoluto Libroterapia
    , forse l'unico al quale ho dato solo una stelletta e direi immeritata pure quella. Per capire motivi di tanto disgusto, se vi va, leggetevi la recensione qui.
    Seguono a pari merito alcuni libri deludenti (2 stellette):  Regole di famiglia di Matteo Sartori (
    qui la recensione),  La vita oscena (mai come il libro in cui la racconta!!) di Aldo Nove e due pessimi esempi  di chick lit (prevedibili, melensi e prosa scarsa): Perfetto per me (Julia Ortolon), Nemici per Amore (Olivia Goldsmith).
  6. Il libro più vecchio che hai letto?
    Qust'anno ammetto di aver del tutto abbandonato la mia idea di alternare libri moderni e classici, probabilmente a causa di un umore altalenante e incline alla tristezza che mi  ha portato a cercare letture di puro svago (quelle che io chiamo da "cervello all'ammasso" e che sono talvolta una panacea, meglio di pilloloni e altre cure). Unico classico è stato Persuasione della Austen e devo dire che, tra quelli letti suoi, è purtroppo l'unico che non mi ha esaltato.
  7. E il più recente?
    Sinceramente ho poca (zero!) voglia di andare a controllare le date effettive di pubblicazione, quindi mi fido ciecamente di quelle segnalate da Anobii . Comunque, mese più o mese meno, i  libri pubblicati più di recente dovrebbero essere:
    Odore di chiuso (Malvaldi abbandona i perfidi vecchietti del Bar Lume e mi convince un po' meno del solito), Il profumo del tè e dell'amore (titolo melenso, copertina Harmony, contenuto in linea con entrambi), Volevo essere una gatta morta (titolo carino, contenuto simpatico, ma solo a tratti).
  8. Qual è il libro con il titolo più lungo?
    Monsieur Ladoucette e il Club dei cuori solitari  di Julia Stuart,  un libro carino. Personaggi simpatici, ambientazione campagnolo-francese, storia curiosa. Non imperdibile, ma certamente piacevole.
  9. E quello col titolo più corto?
    L'esca di Donal Westlake. Giallo con buon inizio ma con sgonfiamento del dolce perfetto a metà dell'opera e, per me, delusione sul finale. Non mi ha convinto del tutto e, brutta cosa per un giallo, mi ha pure un po' annoiato qua e là.
  10. Quanti libri hai riletto?
    Neanche uno, non sono una ri-lettrice. Ho almeno un centinaio di libri ancora da leggere sugli scaffali e un'infinità di altri titoli che prima o poi vorrei leggere. Aggiungo che ogni giorno solo in Italia si stampano un centinaio di novità, tra le quali si annidano mille boiate, ma anche volumi che potranno rimpolpare la mia lista dei desideri..come faccio a rileggere??
  11. E quali vorresti rileggere?
    Vedi sopra. Anche se ogni tanto vorrei rileggere Eureka street, Cent'anni di solitudine, Cronache di poveri amanti e in genere alcuni libri che tanto ho amato...ma è così tanta la paura di ricredersi e non trovarli più tanto bellli come mi erano parsi ai tempi della prima lettura che,  per non rischiare, lascio perdere.
  12. I libri più letti dello stesso autore quest’anno?
    J.Rowling. Harry Potter
    Dopo dieci anni ho finalmente affrontato questa saga. Io non sono per niente appassionata di fantasy e nei confronti di questa serie ero particolarmente prevenuta. Un po' perchè lavoravo in libreria quando è uscito il primo volume (non ci crederete, ma era stato inizialmente un mezzo flop!!) e ho fatto in tempo ad assistere da libraia anche all'uscita di quasi tutti quelli successivi e il battage di marketing che accompagnava ogni uscita, le truppe di ragazzini infoiati in attesa etc etc mi avevano dissuasa dalla lettura.
    Ma la curiosità c'era e difatti qualche anno fa mi ero decisa ad acquistare (usato) il primo volume e nell'estate del 2010 l'ho letto.
    Non mi aveva entusiasmata del tutto, ma abbastanza da aver voglia di farmi prestare il secondo. Da lì in poi ho dovuto leggerli tutti e 7. Fino al 6° ho alternato con altri libri, ma alla fine non sono stata capace di continuare l'alternanza e ho dovuto leggere il penultimo e l'ultimo uno dietro l'altro, smaniosa di conoscere la conclusione.
    Non è il mio libro preferito, non lo rileggerei,  non credo sia un capolavoro assoluto e continua a stupirmi l'incredibile successo riscontrato dal maghetto occhialuto. Ma quel che è certo è il suo essere perfettamente congeniato, avere uno stile molto scorrevole e personaggi che si fanno  ricordare . Piacevole sopresa: 7 e 1/2
  13. Quanti libri scritti da autori italiani? 34
  14. E quanti libri letti sono stati presi in biblioteca?
    9. Nonostrante i tanti libri ancora da leggere sugli scaffali della libreria, quando vado coi Tugnelli in biblioteca non riesco a resistere e finisco per prendere anche qualche libro per me. Di solito esagero e ne prendo 2/3 per volta  e mi capita di ritrovarmi in affanno alla scadenza del prestito perchè devo finirli e mi scoccia riportarli in ritardo. Per "fortuna" non riesco ad andare abbastanza spesso in biblio coi bimbi non avendone purtroppo una comoda sotto casa.
  15. Dei libri letti quanti erano ebook?
    Neanche uno. Non ho (ancora?) acquistato un E-reader e al momento sono ancora piuttosto perplessa in merito a un futuro passaggio alla lettura digitale. Non so, non mi convince. Sono ancora legata alle pagine stampate, alle leccate di indice, ai segnalibri e persino (orrore!orrore!)alle orecchie sulle pagine. Poi mi capita di non ricordarmi dove cavolo ho già incontrato qualche personaggio e pagherei per poter ritrovare al volo il punto in cui il soggetto è già stato citato...ma più che un e-reader, preferirei aver quindici anni in meno e avere tutto per possibilità e, insieme a questo,  riavere pure i neuroni belli vigili di allora!!
Marzullianamente mi faccio io un'altra una domanda e mi do una risposta: quante boiate hai letto nel 2011??
Ehm , ehm, quest'anno ho indugiato parecchio in letture amene.
Problemi vari, tensioni, stanchezza..insomma avevo ragioni per andare alla ricerca di evasione totale e l'ho trovata nella chick lit e in Harry Potter. Ho appena fatto un controllo dal quale risulta che tra i romanzi d'ammmmmore metropolitani e ironici (che la chick lit, alla fine, quello è*) e i 7 volumi del maghetto saettato, arrivo a contare poco meno di 30 libri...
Mia sorella ha guardato con disprezzo e riprovazione i volumi con colori sgargianti e titoli assurdi sui miei scaffali, ma io difendo la mia scelta e prometto, per chi fosse interessato al prodotto "romanticismo un tot al chilo e mandi il cervello in vacanza", un prossimo post di consigli e sconsigli sulla letteratura per gallinelle!!

ciao a tutti

* per la precisione: Chick lit è la contrazione americana di chick (da chicken, pollo) e lit (cioè literature) e nel gergo dell’editoria indica la letteratura per pollastre (senza offesa), libri al femminile un po’ umoristici e molto post femministi dedicati a fanciulle intraprendenti e sognatrici.






    EDIT
    Mi ero dimenticata di "passare la palla" ad altri 5 blog, come previsto da questo meme. Comincio a coinvolgere Sabby de Il blog delle amiche (leamichedelsabato.wordpress.com) che si è detta interessata. Ho altri 4 freepass :-)))Se qualcuno fosse interessato a raccontare le sue letture del 2011 si faccia avanti senza remore!! Ciao a tutti.

    venerdì 18 novembre 2011

    Buon compleanno Mamma Part Time e un grazie al rimborso Groupon!

    Il 14 novembre 2010 facevo nascere Mamma part time e nel mio primo post da blogger mi interrogavo su cosa ne sarebbe stato a distanza di un anno.
    Eccomi qui a tirare le somme su quest'esperienza.
    1.  Come temevo, ho avuto poco tempo e, tocca ammetterlo, spesso anche poca voglia di aggiornare il blog. Ma è andata meno peggio di quanto temessi. Innanzitutto eccomi ancora qui, quindi posso complimentarmi con me stessa per aver tenuto botta e non aver mostrato il mio solito "entusiasmo a cerino" di cui scrivevo allora.
    2. Ho invidiato e stimato (e continuo a farlo) le persone che trovano sempre nuovi argomenti da commentare, idee e storie da nuove da condividere. Ma anche quelle che raccontano amenità in maniera divertente o gli esperti di qualcosa che sanno rendere accessibili le materie che conoscono anche ai profani.
      Ma la qui presente tenutaria di blog (chè il mio blog è un po' un bordello e che definirmi blogger mi sembra strano):
    • non ha un'esistenza sufficientemente originale e movimentata per aver materiale di vita vissuta di cui scrivere quotidianamente
    • si rende conto di essere una scribacchina senza alcuna pretesa e di avere conoscenze tecniche web miserrime. Perciò anche se si mette d'impegno e cerca di scrivere nei limiti della decenza e di migliorare le sue scarsissime conoscenze di gestione del blog, ci mette anche due ore a scrivere un post. Purtroppo è così ...anche per questo ne scrive così pochi!
    • non è particolarmente esperta di un tubazzo. Per motivi professionali e di passione personale ha acquisito qualche esperienza libresca e internettara..ma nulla a che vedere con i veri conoscitori di libri e del web.
    • infine non ha intenzione di tediare nessuno con le sue storie familiari, fortunatamente tanto normali. Sarà che gliene frega poco di sapere della cosa spassosa detta dal pargolo di una sconosciuta o dei progressi/problemi del suddetto, quindi non le viene proprio in mente di scrivere post sulle cose dette o fatte dai Tugnelli, salvo quando le sembra possano avere minimo interesse anche per chi non è loro padre, zio, nonno...
          3. Mi sto divertendo, per questo vado avanti, e ho tratto anche qualche soddisfazione personale da questa esperienza: il mio blog mi obbliga ad allenare e spero a migliorare le mie abilità di scribacchina/geek e mi permette di tener memoria di quanto mi accade e di condividerlo con altri.
         4. Ho fatto bene a battezzare il mio blog Mamma Part time visto continuo a sentirmi tale e che proprio per questo anche la mia creatura web non potrebbe mai essere un vero mummyblog. Tra l'altro la scelta di dedicare ben 4 post alla mia esperienza con Groupon e di scriverne anche in siti altrui, ha fatto sì che la stragrande maggioranza dei lettori passasse di qui grazie a ricerche su quest'azienda.
    Concludo con un momento da orgogliona. Se cercate con Google rimborso e Groupon insieme, sapete da qualche tempo qual è il primo risultato non sponsorizzato????


    Ebbene sì: uno dei 4 post dedicati a Groupon (a chi interessa tutta l'avventura, può dilettarsi anche con questo, questo e quello conclusivo).
     Ammetto che la cosa mi stupisca e mi faccia piacere. E non si tratta solo dello stare in vetta a una classifica, cosa che già di suo è  indiscutibilmente apprezzabile, ma è per me piacevole soprattutto l'idea che questo blog abbia infine trovato il modo di avere qualche utilità non solo per me stessa.

    Ciao a tutti

    giovedì 27 ottobre 2011

    La partita di Stefano Ferrio. Libro per amanti del calcio e/o dei bei romanzi

    More about La partita

    Ero appena entrata nella Biblioteca  comunale vicino a Porta Venezia  con la Tugnella e, mentre lei raggiungeva di corsa il reparto bimbi, mi sono fermata un secondo davanti a una colonna con alcuni libri esposti. La copertina che vedete qui sopra  ha attirato la mia attenzione e dopo veloce lettura dei risvolti del libro, ho deciso di prenderlo... ed è stata scelta casuale rivelatasi felicissima!
    Lettura epica, commovente e pure divertente.
    Che non si facciano spaventare dal titolo e dal contenuto in buona parte calcistico le gentili donzelle. Sì, è anche un libro sul calcio, però raccontato in maniera romantica e appassionata e anche se non capite nulla di fuorigioco, rimesse laterali e mediani di spinta, potrete comunque amarlo.
    Anch'io, che non sono una tifosa scatenata e guardo giusto qualche derby, le finali di coppa se gioca il Milan e le partite decisive della Nazionale, mi sono ritrovata su Youtube a cercare i gol così bene descritti da Ferrio (ad esempio quelli di Italia-Germania 4-3 -Messico 1970).
    E poi il calcio è un escamotage per parlare di amicizia, di relazioni, di scelte, di rimpianti e di sogni, dell'Italia di 33 anni fa e di quella di oggi.
    Un libro che mi sono immaginata già film e nel farlo mi è venuto immediato pensare a Salvatores alla regia, perchè il tema delle amicizia maschili con spunti calcistici ricorda un po'  Marrakesh Express. Ho immaginato Bentivoglio invecchiato con lo sguardo acquoso che interpreta l'ingegnere depresso, Abatantuono nei panni dell'imprenditore leghista, Giuseppe Cederna l'ex terrorista romantico, Gigio Alberti il tossico innamorato. Ma ci sarebbe posto per tanti altri e probabilmente sarebbero tutti contenti di aver l'occasione di interpretare i tanti personaggi straordinari di questo libro.

    "Era un'Inghilterra della provincia veneta, ma non per questo meno Inghilterra di quella vera. Una squadra di ventenni i cui tratti si stagliavano imperiosi, tendenzialmente idealisti, un po' prevedibili. Molto inglesi. Fisici, sanguigni, e con stille di genio. Giocatori a volte belli da vedere, ma più spesso brutti. E temprati dalle sconfitte"

    "E' esattamente questo il senso della sfida che siamo chiamati a giocarci. Se lo faremo dedicando ogni stilla del nostro sudore non a mille noti campioni ma a un gioco reso immortale da milioni di giocatori sconosciuti, vinceremo. Nel nome degli infiniti e oscuri portieri che pregano, terzini che picchiano, mediani che sanguinano, laterali che inciampano, centrocampisti che annaspano e attaccanti che non sanno mai come diavolo girarsi verso quella stramaledetta porta. I nostri compagni, in campo e nella vita. Quelli a cui si deve la misteriosa, stupenda e democratica bellezza del Calcio"
    Ciao a tutti!
    Ps Anche quest'anno sto partecipando alla sfida Lettori extralarge di Anobii.  A proposito, potete andarvi a leggere altre recensioni più complete e precise della mia e vedrete che vi convincerete a leggere questo libro!

    Comunque, tornando alla sfida, ho appena rilanciato a 75 libri, dal momento che grazie a un'estate di intense letture avevo raggiunto l'obiettivo iniziale di 65. Questo per dire che avrei parecchi tomi da recensire e, per fortuna!, solo pochi di questi meriterebbero pesante stroncatura.
    Il tempo e la voglia sono sempre scarsi, ma prometto (in particolare a mia cugggina mia cugggina, una delle poche lettrici continuative del mio blogghetto) che presto o tardi provvederò a scrivere qualche recensione, magari cumulativa.

    giovedì 26 maggio 2011

    Chick lit da evitare. Nemici per amore di Olivia Goldsmith

    Ultimamente, in una fase di voglia di leggerezza, mi sono dedicata part time alla chick lit, traendone beneficio grazie a autrici divertenti ma per niente stupide (ad esempio, Stefania Bertola), ma anche incappando in sonore boiate come questa:

    More about Nemici per amore

    Da pagina 2, già si intuisce dove vada a parare il romanzo e a nulla serve qualche banale diversivo inserito per far credere alla lettrice che forse le cose non finiranno proprio come ci si aspetta da subito.
    No, no: ha intuito bene e il finale sarà proprio quello, solo ancora più stereotipato e melenso che nelle sue attese.
    Chiunque abbia pratica anche minima di questo genere e/o abbia visto qualche commedia romantica americana (dall'imperdibile Harry ti presento Sally a Come farsi lasciare in 10 giorni a Qualcuno come te, per citare le più famose) ha ben in mente lo schema collaudato del rapporto lui-lei che dopo una serie di schermaglie, incomprensioni, allontanamenti etc etc approda finalmente al lieto fine.
    Ecco: il libro è proprio così, anzi solo così, senza nessun ingrediente speciale che ne giustifichi la lettura. Sconsigliato, salvo che siate a digiuno totale di libri del genere. Anche se...fosse pure questo il caso: perchè partire con questo quando ci sono una miriade di romanzi  ben più divertenti e appassionanti??

    lunedì 21 marzo 2011

    Nonsolomamma

    Qualche tempo fa ho letto con piacere il libro che Wonder di Machedavvero? ha scritto per raccontare la sua esperienza di mamma per caso e l'ho infatti consigliato a diverse amiche e qui sul mio blog.
    Recentemente ho finalmente letto anche Nonsolomamma dell'omonimo blog tenuto da Claudia De Lillo, ma purtroppo questa mia seconda esperienza con libri scritti da mamme-blogger mi ha convinto decisamente meno, nonostante legga con piacere gli articoli della De Lillo su D di Repubblica, così come i post sul suo blog.
    I raccontini della sua quotidianità familiare e lavorativa presi a sé sono divertenti e stimolanti, perché lei scrive bene, ha un fantastico senso dell’ironia e ha materiale da vendere tra redazione e famiglia, entrambe fonte di episodi esilaranti o di  riflessione o di tutte e due le cose.
    Forse mi aspettavo qualcosa di diverso del semplice travaso sulla pagina stampata di quanto scritto nel blog, speravo che il libro ottenuto avesse qualche plus rispetto alla mera sequenza degli scritti postati nell'arco di un anno.
    Tra l'altro, le cose che prese a piccole dosi strappano parecchi sorrisi e caratterizzano gli articoli sul blog, diventano un po' ridondanti e stucchevoli quando si ritrovano in ogni pagina. Mi riferisco al chiamare proprio tutto col prefisso elasti, ma anche alla continua ripetizione dei nomi (in sé simpatici!!)  dei familiari.
    Probabilmente è solo questione di mie aspettative esagerate  e poi, almeno in parte, deluse: mi è sembrato che con l'ottimo materiale a disposizione, la De Lillo avrebbe potuto osare di più e mirare alla scrittura di un vero e proprio  romanzo. Invece i singoli episodi raccontati da Elasti letti tutti insieme  uno dopo l'altro,  a mio parere, perdono un po' sostanza e alla lunga si ripetono, così che il risultato alla fine non rende del tutto giustizia alle doti narrative, di testa e di cuore dell'autrice.

    martedì 22 febbraio 2011

    GIVEAWAY Libroterapia di Miro Silvera




    Libroterapia. Un viaggio nel mondo infinito dei libri, perché i libri curano l'anima

    Libroterapia di Miro Silvera, ed. Salani
    Ancora gongolante dopo aver finito La sovrana lettrice di Alan Bennett, consigliatomi dalla sister e apprezzato assai, ecco che incappo in un libretto insulso che, come dice un mio amico, "mi ha fatto scendere la catena".
    Un volumetto di 80 pagine  inutili in cui l'autore, in modo banale e ripetitivo, presume di scrivere un viaggio nel mondo infinito dei libri, perchè i libri curano l'anima (è il sottotitolo del volume).
    Il risultato è un discorso desolante che delude chi è già lettore, senza dargli alcun spunto di riflessione in più, salvo il "perchè ho sprecato 10€ per questa cagata pazzesca", e fa passare la voglia di prendere in mano un libro ai non lettori, che non vi trovano certo ragioni per diventarlo, anzi!, probabilmente dopo l'ultima pagina, se mai ci arrivassero, correrebbero ad abbonarsi a Sky o a Diva e Donna.
    Proprio a chi non legge, persone che Silvera definisce simpaticamente capre, l'autore dedica generosamente la sua creazione. Che caprette fortunelle!!
    Potranno intrattenersi con un'accozzaglia di consigli scontati e/o inutili e/o decisamente del put. Il dramma è che il più delle volte sono necessari tutti e tre gli aggettivi insieme per descrivere i suggerimenti dati dall'autore.
    Una riflessione chicca per dare un'idea della profondità del pensiero di Silvera:
    La televisione potrebbe essere terapeutica, ma la maggior parte delle volte non lo è affatto, e ci riversa addosso brutali riprese di orrori quotidiani, di guerre, di massacri e delitti, innescando in noi ansie che a volte solo gli psicofarmaci, o lo shopping, riescono a sedare.
    Siccome sono un'inguaribile ottimista e penso che comunque questo libretto blu potrebbe anche piacere a qualcuno, chi lo volesse può raccontarmi quali libri siano stati  terapeutici per lui e perchè.
    Al migliore, o all'unico che risponderà, verrà recapitato gratuitamente il libro a domicilio.
    Per invogliarvi, e non è facile dato il materiale a disposizione, aggiungo che il volume ha qualche illustrazione carina che magari potrebbe venir utile per un decoupage.
    Durata del giveaway: una settimana da oggi.

    ps Consiglio invece La sovrana lettrice, libro che, diversamente da questo, è  intelligente e pure molto divertente.

    domenica 20 febbraio 2011

    Regole di famiglia

    Regole di famiglia di Matteo Sartori, ed. Isbn
    Le premesse c'erano tutte perchè questo libro potesse piacermi: una saga familiare ambientata in contesto a me vicino nel tempo e nello spazio.
    Invece ho faticato ad arrivare all'ultima pagina che, tra l'altro, ho raggiunto solo perchè il libro si concludeva poco dopo la duecentesima, altrimenti credo l'avrei abbandonato.
    Regole di famigliaMi piaceva l'idea di leggere le storie dei componenti di una famiglia altoborghese di Milano che si intersecano con gli avvenimenti sociali e politici italiani dalla seconda guerra mondiale fino alla  fine anni Settanta.
    Insomma i presupposti c'erano tutti e la quarta di copertina mi aveva convinto alla grande. Invece avrei fatto meglio a fidarmi di Margherita Dolcevita che su Anobii scrive: "Lo stile è odioso, ampolloso, pomposo (e uso tante parole che terminano in -oso perchè rendono bene l'idea), ridondante.
    Sembra scritto da un anziano degli anni '30, non da un quasi quarantenne degli anni 2000. "
    La penso anch'io esattamente così: un libro con una trama potenzialmente molto interessante, ma che invece si spegne per colpa di una prosa che stenta per troppe inutili e anacronistiche sofisticatezze. Si parla di BR, di vite rovinate dalla droga, di primi amori liceali tra un precipuamente e un surrettiziamente, diversi "a guisa di", un orbitare e una plaga, fino alla chicca della "incarnazione materica". Inoltre alcuni personaggi, purtroppo solo abbozzati, mi sarebbero sembrati meritevoli di maggiori attenzioni da parte dell'autore che invece si limita a introdurli e poi abbandonarli, senza dedicare spazio all'approfondimento della descrizione dei loro caratteri e delle loro sorti.
    In definitiva, per me, un libro stonato e mancato.
    Mentre scrivo, vago in rete alla ricerca di commenti su questo libro e scopro esisterne diversi decisamente contrastanti col mio. Per par condicio, vi segnalo ad esempio la pagina di Satisfiction in cui molti lettori magnificano questo romanzo. Gli amministratori del sito si dichiarano addirittura pronti a rimborsare il prezzo di copertina a chi, dopo aver letto Regole di famiglia, ritenga che l’entusiasmo di Satisfiction abbia deluso le loro aspettative.
    Io non oserei mai chiedere il rimborso, perchè non l'ho acquistato sull'onda di alcuna recensione e comunque trovo che l'autore ci abbia messo il cuore e non sia certo un libro-truffa, ma a questo punto mi domando se sono la sola a non averlo trovato un romanzo grandioso (come lo definiscono nella recensione di Satisfiction).

    giovedì 10 febbraio 2011

    Un romanzo da leggere


    Ho finito ieri di leggere "Chiedo scusa" scritto a quattro mani da Francesco Abate e Valerio Mastandrea (con pseudonimo, ma dichiarato in quarta di copertina).
    Che dire?? Un gioiello di romanzo. Una storia autobiografica tragica, ma narrata con brio.
    Ho sorriso e ho pianto.
    Ho amato i personaggi, le descrizioni dei luoghi sardi, la strana storia di non amore che ha tanto più sentimento di molti matrimoni classici.
    Ho apprezzato la prosa di Abate, la scelta di ogni singola parola, il bilanciamento perfetto tra tragedia e commedia.
    Incredibile come la storia di un trapianto di fegato e delle sue troppe complicazioni mi abbia avvinto più di un thriller. Ma non per la curiosità di sapere come potesse andare a finire, piuttosto per l'empatia provata con il protagonista, per la comprensione del suo dolore e delle sue difficili scelte, per l'affetto provato per i componenti della sua grande e calda famiglia.
    Ci sono pagine che sento che ricorderò a lungo. Quelle dell'operazione senza anestesia (ascoltate il bravissimo Mastandrea che le legge alle Invasioni Barbariche), quelle dell'ultimo giorno di vita della donna che donerà il fegato a Abate, quelle sulla cena di Natale dalla madre..ma queste sono solo alcune. Tutto il libro scorre tra momenti tragicamente ilari e dolcemente commoventi.
    Molto meglio di quanto stia facendo ora io, il libro è già stato recensito da molti lettori su Anobii.
    Proprio grazie alla recensione di Luckyliuc, sono inciampata in questo libro. Se vi è venuto un minimo di curiosita, leggetela anche voi e poi, soprattutto, leggetevi questo libro.
    Dopo, sempre se vi va, ripassate a dirmi se sarà riuscito a stregare anche voi.
    ciao!
    ps Sono socia dell'Aido da tanti anni. Ma se non lo fossi già stata, dopo aver letto l'ultima riga di Chiedo Scusa, sarei corsa a iscrivermi all'associazione.

    mercoledì 29 dicembre 2010

    I libri più belli che ho letto nel 2010



     Il 2010 è ormai terminato e, come ho già raccontato qualche giorno fa, sono riuscita a raggiungere l'obiettivo che mi ero prefissata a inizio anno iscrivendomi alla sfida Lettori Extralarge del gruppo Readers Challenge di Anobii.
    Ma andando oltre il dato quantitativo, vorrei ora soffermarmi sulla qualità di quanto sfogliato in questi dodici mesi. I libri che più mi sono piaciuti, che mi hannno avvinta e convinta, sono stati:
    Joe Speedboat di Tommy Wieringa (ed. Iperborea)
    Accabadora di Michela Murgia (ed. Einaudi)
    Malamore di Concita De Gregorio (ed. Oscar Mondadori)
    Smettila di camminarmi addosso di Claudia Priano (ed. Guanda)
    Middlesex di Jeffrey Eugenides (ed. Oscar Mondadori)

    Aggiungo poi genericamente altri due scrittori dei quali ho letto diversi libri quest'anno:  Marco Malvaldi e Stefania Bertola.

    La briscola in cinqueIl primo è un trentaseienne pisano che ambienta i suoi gialli in un paesino della costa Toscana. Il protagonista è il barrista Massimo che aiutato da una strampalata squadra investigativa composta dal nonno Ampelio e dai suoi amici, tre vecchietti decisamente arzilli e dotati di lingua tagliente, risolve i casi nei quali si trova incidentalmente coinvolto. Ma la  parte più originale e divertente dei libri  non è tanto la dinamica crimine-investigazione-scoperta del colpevole tipica del giallo classico, quanto l'ambientazione umana, gli scambi di battute tra gli attempati "Poirot per caso" che tra una partita di biliardo e un pettegolezzo dipanano la matassa, arrivando a scoprire l'insospettabile autore del misfatto.


    Il gioco delle tre carte

    Finora sono stati pubblicati tre titoli, tutti editi da Sellerio nella collana La Memoria: La briscola in cinque, Il gioco delle tre carte e Il re dei giochi.
    Se volete  fare la conoscenza di Massimo e dei vecchietti del Bar Pineta, vi consiglio di partire dal primo,  anche se sono tranquillamente leggibili in altro ordine.





    Biscotti e sospettiStefania Bertola è una torinese, autrice di una decina di romanzi molto femminili e molto divertenti. Il plot è sempre simile: gruppo di amiche/cugine/vicine di casa ben assortito che viene coinvolto in storie magari improbabili o eccessive che però risultano comunque avvincenti. Questo  perchè le protagoniste, nella loro varietà,  rappresentano molto bene la varietà del mondo femminile. State sicure che in almeno una di esse troverete qualcosa di voi stesse e in qualcun altra qualcosa di vostra sorella, di un'amica/collega, di qualche altra donna che conoscete.




    Ne parliamo a cenaI titoli letti mi sono piaciuti tutti, ma in particolare consiglio: Ne parliamo a cena, Biscotti e sospetti, A neve ferma (tutti tascabili TEA).

    A neve ferma 












    Infine una menzione per Quello che le mamme non dicono di Chiara Santamaria, ovvero la Wonder del blog Machedavvero? Il Iibro racconta la maternità evitando le solite banalità preconfezionate e riesce a divertire e abbattere i sensi di colpa delle  mamme che ogni tanto pensano di non essere all'altezza dell'improbo compito che hanno scelto (o che si sono ritrovate a ricoprire)  e di essere altresì le sole a svolgerlo faticosamente (tranquille..non è così!!).

         
    Quello che le mamme non dicono
    Quello che le mamme non dicono

    mercoledì 22 dicembre 2010

    Giveaway (ino - ino) natalizio

    Ho ricevuto un pensierino che mi ha lasciata alquanto interdetta:

    Un libretto rosso con dentro una trentina di ricette alternate a consigli per le decorazioni e a immagini/poesie/aforismi a tema natalizio.

    Ha un formato (un mattoncino) che lo rende scomodissimo come ricettario, visto che, per farlo rimanere aperto alla pagina desiderata, bisogna sfondare la rilegatura oppure  tenere il batticarne sulle pagine a destra e una scatola di pasta da mezzo chilo su quelle a sinistra.

    Aggiungeteci che come cuoca sono un' absolute beginner che si sforza di provare ricette nuove ma non troppo complicate. Inoltre ho in genere poco tempo e  due figli piccoli che non hanno gusti da gourmet, quindi non apprezzano ancora, e chissà se mai lo faranno, la lingua con porri e capperi o la mousse di cernia in scrigno di olive nere o ancora o l'aspic di gallina e verdure.

    Magari qualche lettore è interessato? Il primo che commenta lo riceve direttamente in regalo a casa. Poste permettendo, magari gli arriva anche già in tempo per questo Cenone!
    ciao

    venerdì 17 dicembre 2010

    Bookcrossing intergenerazionale e interetnico

    Proprio oggi ho finito di leggere Malamore , scritto da Concita De Gregorio, giornalista per quasi 20 anni de La Repubblica e dal 2008 direttrice de L'Unità.
    Avevo già letto e amato il suo precedente libro Una madre lo sa, tanto da regalarlo a molte mie amiche mamme nella speranza che anche loro uscissero rinforzate e rassicurate dalla lettura. Non che fosse un testo scanzonato sulla maternità, anzi!, ma a me leggere di esperienze di mamme tanto diverse che in un modo o nell'altro ce l'avevano fatta, aveva comunque dato serenità e forza.
    Quindi scoprendo che Mondadori aveva riproposto Malamore nella collana tascabile degli Oscar, mi sono affrettata ad acquistarlo e l'ho finito in due sere..e solo perchè sotto il piumone e dopo giornata intensa reggo poco, se l'avessi letto il pomeriggio a mente ancora vigile, mi sarebbero bastate probabilmente meno di 2 ore.
    Un libro necessario, una scrittura lucida e piena di comprensione e affetto per il mondo femminile.
    Un libro che prende spunto da episodi (purtroppo veri) di violenza sulle donne ma non diventa mai un catalogo di efferatezze che appaghi la morbosità degli appassionati di  cronaca nera.
    Un libro che traduce in un linguaggio accessibile anche ai profani alcuni studi (non le classiche ricerche da rotocalco, però!) sui meccanismi psicologici che portano alcuni a diventare carnefici e altre vittime e a trascinare questi ruoli nel tempo, nonostante tutta la sofferenza che ne deriva.
    Un libro che non è un manuale per le mamme, ma che cerca di dare un suggerimento, che condivido appieno, su come le mamme possano educare i figli in modo che tra 30 anni non ci sia bisogno di una legge che punisca duramente la violenza di genere.
    Sembra utopistico, ma non lo sarebbe se noi mamme ci impegnassimo veramente e costantemente con le parole, i gesti, il nostro esempio a educare i nostri figli per non perpetuare quella diversa visione dei generi che, per fortuna non sempre, lì potrà portare tra 20 anni all'incapacità di accettare e apprezzare il fatto le loro compagne valgono (almeno!) quanto loro.
    "Si potrebbe cominciare dal non essere particolarmente fiere di aver partorito un figlio maschio. Non comunicare né con le parole né coi gesti che per la madre si tratta di un privilegio: addirittura non pensarlo. Considerare il fatto che si rifacciano il letto e raccolgano da terra i calzini non un gesto di generosità ma una semplice decenza. Che tirino l'acqua del wc dopo essere stati in bagno un obbligo; mostrare raccapriccio, fin da quando sono bambini per l'abitudine contraria a meno di non vivere in luoghi desertici e non raggiunti da acquedotto. Non lasciarli dormire fino a mezzogiorno o alle due perché hanno fatto tardi, ieri sera, in fondo sono ragazzi. Se hanno fatto tardi, che dormano meno. Non essere fieri con gli amici della quantità delle loro conquiste sentimentali e dell' eventuale turnover ... Non chiedergli cosa vogliono per pranzo, eventualmente chiedergli di preparare il pranzo....
    Se va a stare da solo, ma tanto capita di rado, ... non offrirsi di lavare e stirare la sua biancheria portata a sacchi due volte a settimana, meno che mai andarla a raccogliere a domicilio.
    ... Non andarlo a prendere perché non gli va di venire in autobus. ... Non nascondere al marito le malefatte del figlio, non fare la parte di quella che tutto comprende e tutto risolve, quella che "non lo diciamo a papà", ma nemmeno lasciare che il marito - o il compagno, o il fidanzato, o chiunque sia - sia quello che gioca alla playstation e vede la partita in tv col figlio maschio che così si divertono e sono proprio simpatici quei due
    ...».
    Questa sera sono scesa dal tram che mi portava a casa e sul quale avevo letto le ultime 5 pagine e mi sono infilata in un bar, chè il freddo polare che c'è a Milano mi aveva fatto venir voglia di un cappuccio bollente. Nel locale le due bariste scherzavano con un anziano cliente di rapporti uomo e donna. Ma lo scherzo è durato poco e la più giovane delle due, una ventenne dell'Ecuador, poco dopo ha comicniato a raccontarmi, in un inaspettato slancio di confidenza, con me che ero solo cliente di passaggio, di come suo padre picchiasse selvaggiamente sua madre davanti a lei e ai suoi fratellini. Mi ha detto di come fosse diventata per lei una cosa quasi normale!
    Ma continuava a sottolineare come la violenza sulle donne fosse tipica dei paesi poveri come il suo....e io ero fresca di lettura di un'analisi spietata di come la violenza sulle donne sia diffusa in Italia e in tutte le classi sociali. Ho pensato subito al libro che avevo in borsa, le ho chiesto se le piacesse leggere e se non avesse problemi a farlo anche in una lingua non sua. Ha risposto sì alla prima domanda e no alla seconda.Così io ho prontamente estratto il libro e gliel'ho regalato. Mi ha guardato incredula e ringraziata ripetutamente.
    Mai come in questo caso ho apprezzato l'idea di far circolare i libri che sta alla base del Bookcrossing . Avevo liberato numerosi libri prima, ma ammetto di averlo spesso  sfruttato come sistema per sbarazzarmi di doppioni o di romanzi che non mi erano particolarmente piaciuti. Questa volta invece servirà per per far girare un libro che sarebbe utile far leggere nelle scuole per provare a realizzare il sogno di Concita (e il mio).

    lunedì 29 novembre 2010

    Grazie Anobii

    Con un mese di anticipo ho portato a termine la mia sfida Lettori extralarge 2010, una delle tante a cui potevano iscriversi gli anobiani del gruppo Readers challenge.
    Mi ero posta l'obiettivo di 60 libri letti in un anno e proprio oggi ho raggiunto il traguardo (e rilancio di 5)
    Piccola, ma piacevolissima soddisfazione!
    Ringrazio il genio che ha inventato questo sito utile e divertente che mi ha permesso:
    - di leggere una marea di recensioni oneste;
    - di confrontare la mia libreria con quelle di amici reali e vicini conosciuti on line traendo spunti originali per nuove letture;
    - di scoprire autori e editori nuovi;
    - di scambiare libri doppi o non amati con altri (sempre in ottime condizioni) rimessi in circolo per gli stessi motivi da altri utenti , pagando solo l'euro e 28 centesimi della spedizione con piego di libri
    - di conoscere, per ora solo  virtualmente, persone simpatiche e interessanti;
    - di catalogare tutti i libri che ho in casa (e purtroppo accorgermi che ne compro molti più di quanti riesca a leggerne;
    - di tenere una wishlist utile per gli scambi di cui sopra e stampabile prima dei passaggi in libreria;
    - di partecipare a sfide interessanti, come quella che ha dato lo spunto di quest post.
    GRAZIE ANOBII!!
    Un unico appunto: ma perchè il sito salva le modifiche e in genere carica le pagine con velocità bradipesca??
    Ciao a tutti

    venerdì 19 novembre 2010

    LIBRO Francesco Guccini- Non so che viso avesse. Che fregatura!!

    Sarebbe stato serio ed onesto da parte di Mondadori specificare che si tratta sì di una autobiografia di Guccini, ma solo per metà delle pagine, mentre le restanti sono scritte da altro autore che neanche è citato in copertina.
    Insomma una mezza truffa per chi si aspetta un libro sostanzioso tutto scritto dal cantautore.
    Alla fregatura si somma la delusione leggendo capitoletti scritti con una prosa banalotta e ripetitiva che mi fa male pensare sia farina del sacco del mio amato Guccio e mi rimane speranza che, almeno!, egli non avesse intenzione di pubblicare, non in questo modo raffazzonato!
    E' stato coinvolto in un'operazione commerciale a sua insaputa? Hanno messo insieme un'accozzaglia di suoi scritti sparsi senza revisione (quante ripetizioni!!)?? Non mi dite che ha voluto approfittare dei suoi ammiratori pronti a spendere 18 euro per sapere qualcosa in più su di lui. Non mi dite che uno che scrive versi cesellati, con una profonda attenzione alla scelta di ogni vocabolo, possa mettere insieme un'autobiografia così "stitica".
    E poi i suoi ammiratori non scopriranno molto di nuovo e solo i più fervidi e più colti potranno godersi le pagine scritte dall'italianista Bertoni che io, fervida ammiratrice sì, ma evidentemente un po' rozzona, ho abbandonato con uno sbadiglio dopo scorsa veloce.
    Per chi vuole provare l'esperienza, lo metto tra i miei scambiabili su Anobii

    mercoledì 17 novembre 2010

    Machedavvero non sono l'unica nonsolomamma??

    Amo leggere, lavoro su internet e sono mamma interessata alle dinamiche della maternità, inevitabile che finissi su qualche mommyblog per vedere cosa pensano/scrivono le mamme che li hanno aperti.
    Ovviamente, così come avviene tra le mamme reali, c'è ampia varietà di gestione dell'"affaire maternitè" (dal primo giorno di impanzamento, e anche prima, a tutto quello che segue) tra le mamme virtuali.
    Ho frequentato parecchio una sezione del forum mamme in attesa di Alfemminile anni fa e già allora avevo notato come in rete si riproducessero le stesse differenze, talvolta anche enormi, esistenti nel reale tra mamme. Col grosso vantaggio di poter entrare in contatto con un campione di donne molto più ampio di quello composto da amiche, vicine di casa, mamme di compagni del nido, mamme dei giardinetti e quindi la possibilità di trovare qualcuna che gestisca/percepisca l'essere mamma in modo affine al nostro cresce esponenzialmente.
    E difatti mi sono imbattuta in blogger capaci di descrivere in maniera intelligente e simpatica proprio i pensieri che dal giorno dello stick con due lineette si sono affastellati nella mia capoccia.
    Una di queste è Chiara, di Machedavvero, anche autrice del libro "Quello che le mamme non dicono" che ho appena finito di leggere. Che dire? Fatte le ovvie tare a esperienze per forza di cose diverse, mi ci sono ritrovata parecchio.
    In particolare in quel desiderio di non voler cambiare del tutto, di non snaturarsi perdendo quello che ero "prima". Convivo senza troppi sensi di colpa col mio essere nonsolomamma (che è altro blog interessante e affine a me) e per spiegare meglio il mio sentire, citerò direttamente le parole di Chiara, che tanto bene lo esprimono:
    Per me era impossibile amare una vita che si richiudeva su se stessa, che rimbalzava le sue motivazioni sulle pareti di una casa, immersa nella lentezza, che considerava tutto il resto - compresa la mia persona- un dettaglio trascurabile. Capivo che per rendere felice la Polpetta (NB Anch'io chiamo così mia figlia!!) dovevo prima di tutto essere una persona felice, e se per esserlo dovevo mantenere dei margini di libertà, allora libertà e maternità avrebbero finalmente trovato un equilibrio.
    Ciao!