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domenica 23 ottobre 2011

Beauty routine - Segnali di vecchiaia 2.

Seguito di Segnali di vecchiaia 1

Mi sento un po' come la "reginella del castello bello bello" dei giochi in cortile della mia infanzia e sento dietro le mie spalle i 40 che si avvicinano. Io provo a chieder loro di farlo a passo di formica o, meglio ancora!, di gambero, ma non c'è niente da fare...mi fiatano ormai sul collo!!
Per quanto mi costringa a frequentare più o meno regolarmente una palestra, ad evitare incontinenze alimentari e in genere a prendermi almeno un po' cura della mia carcassa, mi accorgo che contenere il mio incipiente sfascio fisico (su quello mentale mi riservo di scrivere il post Segnali di vecchiaia 3 più avanti) non è per nulla facile!
Uno dei più evidenti indizi del mio invecchiamento è in bella vista nel bagno: gli spalmini!!
Così li chiama il mio compagno, sempre più sorpreso (e pure un po' scocciato, quando invado il suo lato) della loro quantità e del loro tasso di crescita negli anni.
Quasi 20 anni fa mi veniva a trovare nel mio monolocale di studentessa fuori sede e nel mio microscopico bagnetto trovava dentifricio, bagnoschiuma, shampoo+balsamo+detergente intimo+deodorante e pochette con trucco essenziale (matita nera, mascara, crema colorata/terra+ lucidalabbra+struccante unico). Prima dell'estate un ottimistico anti cellulite, durante e dopo un doposole.
Tutto qui! "A raccontarlo oggi, non sembra neanche vero", come cantava De Gregori nella splendida e misconosciuta Caterina.

Ora ho un bagno  decisamente più spazioso e meno male!, altrimenti dove potrei tenere tenere la miriade di prodotti che negli anni si sono via via accumulati e fanno ora bella mostra di sè sul lavandino, se usati quotidianamente o, se per uso saltuario, stanno  stipati in  2 cassettoni e 2 cestini??
Mi è venuto lo sfruzzolo di fare un inventario sommario e sfrucugliando ho scoperto di avere gli stessi prodotti dei miei 20 anni e in più:

-crema idratante corpo
-crema antimacchie viso
-crema antirughe giorno
-crema antirughe notte
-roll on anti occhiaie giorno
-crema contorno occhi
-quantità imprecisata di prodotti per domare la mia chioma selvaggia (shampoo ristrutturante, balsamo districante, crema disciplinante, balsamo senza risciacquo modellante, siero lucidante contro doppie punte...da notare la fantasia aggettivante dei produttori!!)
-struccante occhi
-latte detergente
-tonico
-scrub viso
-scrub corpo
-maschera viso
-crema mani
-crema piedi
-prodotti solari (stick protezione totale, crema corpo protezione 30, crema viso protezione 50)
-olio per il corpo
-crema tonificante seno
-stick "emergenza brufolo"
Facendo due conti, ho quasi triplicato la dotazione di prodotti!

Ma ben peggio accade contando i cosmetici. Sull'ampiezza della mia trousse incide non solo l'età (con conseguente maggior esigenza di camuffo di piccoli e grandi difetti) ma anche il lavoro che faccio (sono una netclipper) che da qualche anno mi porta a monitorare la reputazione on line di alcune grandi case cosmetiche.
Il risultato è che leggendo articoli di blogger, guardando video su youtube con tutorial, haul e review, girovagando tra discussioni in forum dedicati alla bellezza...ho decisamente allargato la mia conoscenza del mondo beauty e la mia trousse e il mio portafoglio ne hanno fatto le spese!
Grazie ai suggerimenti delle appassionate beauty on line, sono passata al trucco minerale (grandioso: consiglio caldamente!!), ho scoperto case cosmetiche di cui non conoscevo l'esistenza che mi hanno stupito per rapporto qualità prezzo (Kiko, Essence, Elf ad esempio), siti vari di vendita di prodotti cosmetici e sono anche passata quasi totalmente al bio per la cura del corpo.
Fitocose 

La somma di nuovi bisogni e nuove conoscenze ha fatto sì che nella mia nuova (e molto più grande) trousse comparissero correttori, cipria, pennelli di fogge varie, blush, primer, ombretti di mille colori, diversi mascara, penna illuminante, rossetti rimpolpanti...quasi quasi prima o poi vi racconto la mia personalissima idea su  quali valga la pena avere e quali no.
Non sono diventata una precisina del trucco e mi mancherebbe comunque il tempo materiale per dedicarmi al restauro completo tutte le mattine, ma sicuramente ci dedico più dei 3 minuti esatti di 20 anni fa.
So bene che ci sono 14 enni che hanno scaffali pieni di trucchi e passano le ore davanti allo specchio ad aggiustarsi prima di uscire (anche solo per andare a scuola). Ma io, se avessi ancora la pelle omogenea e turgida di allora, uscirei struccata e mi darei giusto una spennellata di terra e una riga nera sugli occhi nelle occasioni speciali.
Invece mi sveglio con occhi ponfi e pelle disomogenea e accartocciata e non oso pensare di mostrarmi nature neanche al portinaio...figurarsi alle celodoriste (neologismo perfetto inventato da Chiara-Wonderland  di Machedavvero. Complimenti!!) che stazionano davanti alla scuola dei Tugnelli!
Maledetta vecchiaia!!

martedì 27 settembre 2011

Social Media Week e Mums Up



Con il mio tipico tempismo, eccomi qui a raccontare della mia partecipazione alla Social Media Week, svoltasi (anche) a Milano dal 19 al 23 settembre.
Sono riuscita a partecipare a due eventi:
1) Social Media Marketing & Digital Reputation Management: come la Rete può avere impatti positivi e tangibili sui risultati di business e creare concreto valore per l’Azienda
2) Le mamme i bambini e la rete

Commenti sintetici:
1) Intervento di Andy Cavallini, che ha raccontato  brevemente e semplicemente (pure troppo, forse) come si sia modificato il rapporto tra i consumatori e il web e come le aziende dovrebbero agire per sfruttare al meglio le molteplici opportunità che la rete offre loro.
Sul suo sito Gaia.matrix è possibile rivedere le slides di Cavallini e farsi così un'idea della sua presentazione. Io credo che avrebbe potuto, data la platea composta da un pubblico certo non a digiuno dei temi trattati, approfondire maggiormente e corredare la disamina con un consistente numero di esempi pratici.
2) Panel triplo dedicato al rapporto tra  le mamme e Internet, organizzato dall'agenzia di internet PR Hagakure e presentato (con scioltezza, competenza  e  simpatia) dall'amministratore/cofondatore della medesima: Marco Massarotto. Purtroppo ho potuto seguire solo le prime due parti: quella dedicata alla sicurezza in rete dei minori e quella sul ruolo delle mummy-blogger.
Parlare di rischi del web con i giovanissimi naviganti fa paura (alle mamme in particolare), ma è fondamentale farlo con loro e, come ribadiscono diversi partecipanti, è decisivo farlo appena possibile, senza farsi trovare ad affrontare il problema quando è ormai troppo tardi. Parole chiave: dialogo, tempestività, trasparenza, esempio, educazione tecnologica (di genitori e figli), collaborazione genitori-scuole-aziende (presenti i rappresentanti di Microsoft e di Telecom)
Il Secondo panel su "Mamme, rete e marketing" ha visto partecipare Chiara di Machedavvero, Jolanda di Fattoremamma (e di Filastrocche), Barbara Sgarzi (Blimunda) e la digital marketing manager di Danone  che si sono confrontate sul rapporto tra bloggers e aziende.
Anche questa seconda parte è stata molto interessante grazie alle bloggers coinvolte: tutte  preparate, intelligenti e piacevoli da ascoltare.
Vi evito il resoconto dettagliato di quanto detto ma, se vi interessa, ecco il link per vedere lo streaming ( di tutti e tre i panel).

Ultima segnalazione: Jolanda e Chiara hanno progettato insieme e appena messo on line MUMS UP, un'iniziativa molto utile per le mamme, soprattutto quelle alle prime armi che si trovano ad affrontare una moltitudine di acquisti e magari non sanno come scegliere tra la miriade di prodotti per la prima infanzia disponibili sul mercato.
Su questo sito è possibile trovare, diviso per aree di utilizzo e per fasce d'età, tutto quello che può servire alla neomamma e al suo pargolo, corredato da tante (e sono solo all'inizio!) recensioni spontanee delle utenti.
Bella idea!!

Ci fosse stata 6 anni fa, avrei evitato di perdere   parecchio tempo per leggere innumerevoli post in innumerevoli forum dedicati alla gravidanza e alla maternità alla ricerca di consigli su passeggino, marsupio e altro e, probabilmente, avrei anche evitato diversi "incauti acquisti"!
Ciao a tutti!

lunedì 21 marzo 2011

Nonsolomamma

Qualche tempo fa ho letto con piacere il libro che Wonder di Machedavvero? ha scritto per raccontare la sua esperienza di mamma per caso e l'ho infatti consigliato a diverse amiche e qui sul mio blog.
Recentemente ho finalmente letto anche Nonsolomamma dell'omonimo blog tenuto da Claudia De Lillo, ma purtroppo questa mia seconda esperienza con libri scritti da mamme-blogger mi ha convinto decisamente meno, nonostante legga con piacere gli articoli della De Lillo su D di Repubblica, così come i post sul suo blog.
I raccontini della sua quotidianità familiare e lavorativa presi a sé sono divertenti e stimolanti, perché lei scrive bene, ha un fantastico senso dell’ironia e ha materiale da vendere tra redazione e famiglia, entrambe fonte di episodi esilaranti o di  riflessione o di tutte e due le cose.
Forse mi aspettavo qualcosa di diverso del semplice travaso sulla pagina stampata di quanto scritto nel blog, speravo che il libro ottenuto avesse qualche plus rispetto alla mera sequenza degli scritti postati nell'arco di un anno.
Tra l'altro, le cose che prese a piccole dosi strappano parecchi sorrisi e caratterizzano gli articoli sul blog, diventano un po' ridondanti e stucchevoli quando si ritrovano in ogni pagina. Mi riferisco al chiamare proprio tutto col prefisso elasti, ma anche alla continua ripetizione dei nomi (in sé simpatici!!)  dei familiari.
Probabilmente è solo questione di mie aspettative esagerate  e poi, almeno in parte, deluse: mi è sembrato che con l'ottimo materiale a disposizione, la De Lillo avrebbe potuto osare di più e mirare alla scrittura di un vero e proprio  romanzo. Invece i singoli episodi raccontati da Elasti letti tutti insieme  uno dopo l'altro,  a mio parere, perdono un po' sostanza e alla lunga si ripetono, così che il risultato alla fine non rende del tutto giustizia alle doti narrative, di testa e di cuore dell'autrice.

mercoledì 29 dicembre 2010

I libri più belli che ho letto nel 2010



 Il 2010 è ormai terminato e, come ho già raccontato qualche giorno fa, sono riuscita a raggiungere l'obiettivo che mi ero prefissata a inizio anno iscrivendomi alla sfida Lettori Extralarge del gruppo Readers Challenge di Anobii.
Ma andando oltre il dato quantitativo, vorrei ora soffermarmi sulla qualità di quanto sfogliato in questi dodici mesi. I libri che più mi sono piaciuti, che mi hannno avvinta e convinta, sono stati:
Joe Speedboat di Tommy Wieringa (ed. Iperborea)
Accabadora di Michela Murgia (ed. Einaudi)
Malamore di Concita De Gregorio (ed. Oscar Mondadori)
Smettila di camminarmi addosso di Claudia Priano (ed. Guanda)
Middlesex di Jeffrey Eugenides (ed. Oscar Mondadori)

Aggiungo poi genericamente altri due scrittori dei quali ho letto diversi libri quest'anno:  Marco Malvaldi e Stefania Bertola.

La briscola in cinqueIl primo è un trentaseienne pisano che ambienta i suoi gialli in un paesino della costa Toscana. Il protagonista è il barrista Massimo che aiutato da una strampalata squadra investigativa composta dal nonno Ampelio e dai suoi amici, tre vecchietti decisamente arzilli e dotati di lingua tagliente, risolve i casi nei quali si trova incidentalmente coinvolto. Ma la  parte più originale e divertente dei libri  non è tanto la dinamica crimine-investigazione-scoperta del colpevole tipica del giallo classico, quanto l'ambientazione umana, gli scambi di battute tra gli attempati "Poirot per caso" che tra una partita di biliardo e un pettegolezzo dipanano la matassa, arrivando a scoprire l'insospettabile autore del misfatto.


Il gioco delle tre carte

Finora sono stati pubblicati tre titoli, tutti editi da Sellerio nella collana La Memoria: La briscola in cinque, Il gioco delle tre carte e Il re dei giochi.
Se volete  fare la conoscenza di Massimo e dei vecchietti del Bar Pineta, vi consiglio di partire dal primo,  anche se sono tranquillamente leggibili in altro ordine.





Biscotti e sospettiStefania Bertola è una torinese, autrice di una decina di romanzi molto femminili e molto divertenti. Il plot è sempre simile: gruppo di amiche/cugine/vicine di casa ben assortito che viene coinvolto in storie magari improbabili o eccessive che però risultano comunque avvincenti. Questo  perchè le protagoniste, nella loro varietà,  rappresentano molto bene la varietà del mondo femminile. State sicure che in almeno una di esse troverete qualcosa di voi stesse e in qualcun altra qualcosa di vostra sorella, di un'amica/collega, di qualche altra donna che conoscete.




Ne parliamo a cenaI titoli letti mi sono piaciuti tutti, ma in particolare consiglio: Ne parliamo a cena, Biscotti e sospetti, A neve ferma (tutti tascabili TEA).

A neve ferma 












Infine una menzione per Quello che le mamme non dicono di Chiara Santamaria, ovvero la Wonder del blog Machedavvero? Il Iibro racconta la maternità evitando le solite banalità preconfezionate e riesce a divertire e abbattere i sensi di colpa delle  mamme che ogni tanto pensano di non essere all'altezza dell'improbo compito che hanno scelto (o che si sono ritrovate a ricoprire)  e di essere altresì le sole a svolgerlo faticosamente (tranquille..non è così!!).

     
Quello che le mamme non dicono
Quello che le mamme non dicono

mercoledì 17 novembre 2010

Machedavvero non sono l'unica nonsolomamma??

Amo leggere, lavoro su internet e sono mamma interessata alle dinamiche della maternità, inevitabile che finissi su qualche mommyblog per vedere cosa pensano/scrivono le mamme che li hanno aperti.
Ovviamente, così come avviene tra le mamme reali, c'è ampia varietà di gestione dell'"affaire maternitè" (dal primo giorno di impanzamento, e anche prima, a tutto quello che segue) tra le mamme virtuali.
Ho frequentato parecchio una sezione del forum mamme in attesa di Alfemminile anni fa e già allora avevo notato come in rete si riproducessero le stesse differenze, talvolta anche enormi, esistenti nel reale tra mamme. Col grosso vantaggio di poter entrare in contatto con un campione di donne molto più ampio di quello composto da amiche, vicine di casa, mamme di compagni del nido, mamme dei giardinetti e quindi la possibilità di trovare qualcuna che gestisca/percepisca l'essere mamma in modo affine al nostro cresce esponenzialmente.
E difatti mi sono imbattuta in blogger capaci di descrivere in maniera intelligente e simpatica proprio i pensieri che dal giorno dello stick con due lineette si sono affastellati nella mia capoccia.
Una di queste è Chiara, di Machedavvero, anche autrice del libro "Quello che le mamme non dicono" che ho appena finito di leggere. Che dire? Fatte le ovvie tare a esperienze per forza di cose diverse, mi ci sono ritrovata parecchio.
In particolare in quel desiderio di non voler cambiare del tutto, di non snaturarsi perdendo quello che ero "prima". Convivo senza troppi sensi di colpa col mio essere nonsolomamma (che è altro blog interessante e affine a me) e per spiegare meglio il mio sentire, citerò direttamente le parole di Chiara, che tanto bene lo esprimono:
Per me era impossibile amare una vita che si richiudeva su se stessa, che rimbalzava le sue motivazioni sulle pareti di una casa, immersa nella lentezza, che considerava tutto il resto - compresa la mia persona- un dettaglio trascurabile. Capivo che per rendere felice la Polpetta (NB Anch'io chiamo così mia figlia!!) dovevo prima di tutto essere una persona felice, e se per esserlo dovevo mantenere dei margini di libertà, allora libertà e maternità avrebbero finalmente trovato un equilibrio.
Ciao!