venerdì 18 novembre 2011

Buon compleanno Mamma Part Time e un grazie al rimborso Groupon!

Il 14 novembre 2010 facevo nascere Mamma part time e nel mio primo post da blogger mi interrogavo su cosa ne sarebbe stato a distanza di un anno.
Eccomi qui a tirare le somme su quest'esperienza.
  1.  Come temevo, ho avuto poco tempo e, tocca ammetterlo, spesso anche poca voglia di aggiornare il blog. Ma è andata meno peggio di quanto temessi. Innanzitutto eccomi ancora qui, quindi posso complimentarmi con me stessa per aver tenuto botta e non aver mostrato il mio solito "entusiasmo a cerino" di cui scrivevo allora.
  2. Ho invidiato e stimato (e continuo a farlo) le persone che trovano sempre nuovi argomenti da commentare, idee e storie da nuove da condividere. Ma anche quelle che raccontano amenità in maniera divertente o gli esperti di qualcosa che sanno rendere accessibili le materie che conoscono anche ai profani.
    Ma la qui presente tenutaria di blog (chè il mio blog è un po' un bordello e che definirmi blogger mi sembra strano):
  • non ha un'esistenza sufficientemente originale e movimentata per aver materiale di vita vissuta di cui scrivere quotidianamente
  • si rende conto di essere una scribacchina senza alcuna pretesa e di avere conoscenze tecniche web miserrime. Perciò anche se si mette d'impegno e cerca di scrivere nei limiti della decenza e di migliorare le sue scarsissime conoscenze di gestione del blog, ci mette anche due ore a scrivere un post. Purtroppo è così ...anche per questo ne scrive così pochi!
  • non è particolarmente esperta di un tubazzo. Per motivi professionali e di passione personale ha acquisito qualche esperienza libresca e internettara..ma nulla a che vedere con i veri conoscitori di libri e del web.
  • infine non ha intenzione di tediare nessuno con le sue storie familiari, fortunatamente tanto normali. Sarà che gliene frega poco di sapere della cosa spassosa detta dal pargolo di una sconosciuta o dei progressi/problemi del suddetto, quindi non le viene proprio in mente di scrivere post sulle cose dette o fatte dai Tugnelli, salvo quando le sembra possano avere minimo interesse anche per chi non è loro padre, zio, nonno...
      3. Mi sto divertendo, per questo vado avanti, e ho tratto anche qualche soddisfazione personale da questa esperienza: il mio blog mi obbliga ad allenare e spero a migliorare le mie abilità di scribacchina/geek e mi permette di tener memoria di quanto mi accade e di condividerlo con altri.
     4. Ho fatto bene a battezzare il mio blog Mamma Part time visto continuo a sentirmi tale e che proprio per questo anche la mia creatura web non potrebbe mai essere un vero mummyblog. Tra l'altro la scelta di dedicare ben 4 post alla mia esperienza con Groupon e di scriverne anche in siti altrui, ha fatto sì che la stragrande maggioranza dei lettori passasse di qui grazie a ricerche su quest'azienda.
Concludo con un momento da orgogliona. Se cercate con Google rimborso e Groupon insieme, sapete da qualche tempo qual è il primo risultato non sponsorizzato????


Ebbene sì: uno dei 4 post dedicati a Groupon (a chi interessa tutta l'avventura, può dilettarsi anche con questo, questo e quello conclusivo).
 Ammetto che la cosa mi stupisca e mi faccia piacere. E non si tratta solo dello stare in vetta a una classifica, cosa che già di suo è  indiscutibilmente apprezzabile, ma è per me piacevole soprattutto l'idea che questo blog abbia infine trovato il modo di avere qualche utilità non solo per me stessa.

Ciao a tutti

lunedì 31 ottobre 2011

Bambini e regole (con sane eccezioni)

Visto che il blog si chiama Mamma part time, sarà anche il caso che ogni tanto io scriva qualche post su  maternità e pargolanza.
Eccone uno:


credit










Da piccola i parenti mi chiamavano "la Tetesca" perchè erano convinti che io fossi dotata di precisione e durezza teutonici. Non avevano tutti i torti: ero una bimba meticolosa a scuola e nella vita, collezionavo di tutto, archiviavo, amavo parole crociate e puzzle, ero diligente e odiavo il caos. In più ero (lo sono ancora!) timida e mi nascondevo dietro una facciata spigolosa per "resistere agli urti della vita".
Crescendo sono diventata più cazzara e meno precisina. L'arrivo dei Tugnelli ha poi pesantemente inciso sul mio ordine casalingo e pure su quello personale.
Dopo poco io e il mio compagno ci siamo facilmente resi conto che sperare di regolare totalmente dei bambini è mission impossible e per altro pure inutile e rischiosa. Sai cheppalle avere figli inquadrati a nostra immagine e somiglianza? Poi comunque a certo punto si rivolterebbero con un sonoro "Ah Mà, Ah Pà..ma vaffa..!!" .
Quindi abbiamo individuato dei punti fermi, sui quali non transigere, concedendoci di sbracare su altri aspetti, per noi, meno importanti.
Per fortuna io e il padre dei Tugnelli ci siamo trovati in sintonia su come tirar su le belvette e la sua idea "Amore e paletti" si è fusa con la mia "Gentilezza e cortesia il mondo più bello che ci sia" per dar vita a un'impostazione comune che, salvo qualche ovvia eccezione, condividiamo.
Il che, tradotto in pratica, ha significato le seguenti linee d'azione:
- mai nel lettone, salvo miei addormentamenti ai tempi della poppata notturna e qualche notte NO
- routine piuttosto rigida nella quotidianità: lavaggi/cena/tv/lettura libro, il tutto entro le 21 circa. Lo schema salta fuori dalle mura domestiche e durante le vacanze.
- sempre perfavore e grazie
tv solo dopocena con programmi scelti tra quelli preregistati con MySky (santo subito)
-tutte le coccole del mondo, ma quando si deve fare una cosa (lavarsi, uscire, vestirsi..) dopo l'ennesimo richiamo scatta la procedura coatta (ti lavo, ti vesto etc io, ma di potenza!)
-papà e mamma sono intercambiabili. La tendenza è pretendere per prima cosa la mia attenzione. Ma grazie a un superbabbo disponibile e al mio essere mamma part time, i tugnelli hanno ormai capito che non c'è solo la mamma! Pannolini, pappe, addormentamenti etc etc ce li siamo sempre smazzati  tutti e due. Non equamente per i primi anni, perchè durante il giorno a casa c'ero io. Ma il babbo poi recuperava:  la sera, le notti e nei we e non si è mai tirato indietro.

In linea di massima la nostra idea è che non decidano solo loro.
Siamo consci del fatto che la nostra vita personale e di coppia sia per fortuna e per forza di cose cambiata, ma non del tutto. Quindi possiamo uscire la sera, regalarci we solo nostri, non dar per scontato che si debba essere sempre interrotti mentre si chiacchiera, ascoltare in macchina anche musica non bimbesca (ormai sono abituati alla radio e ai miei cantautori) e altre cose così.
In definitiva potrei riassumere con "decidete quasi sempre voi, ma esistiamo anche noi", nonchè "scegliamo pensando a voi, ma non deve diventare un massacro per noi".
Ovvero proviamo a soddisfare i loro desideri, ma non siamo disposti a sostenere costi esorbitanti in termini di fatica, tempo, soldi.
Esempi ce ne sarebbero a bizzeffe.
Tipo: Certo che ti faccio regalino..ma non passo il pomeriggio a girare per negozi per cercare il modello xxxx del Beyblade. Certo che ti compro la merenda, ma se nel bar in cui siamo entrati non c'è la brioche al cioccolato con pezzettini tondi, non esco e rientro in altri 3 bar finchè la troviamo. Certo che puoi vestirti tutto di rosso, ma non asciugo col phon la canottiera di Ben Ten  perchè vuoi proprio quella. Etc, etc, etc , etc all'infinito.

Questo in linea di massima. Poi capita che il Tugnello sia stanco e in piena crisi di pianto e la mamma tetesca finisca per dargli un cioccolatino poco prima di cena. Che la Tugnella sia nervosa ed io acconsenta ad evitarle la doccia. Ma ogni volta, la parola d'ordine è ECCEZIONE.

Prima di diventare genitori, eravamo convinti che non avremmo mai ceduto alla logica del compromesso. Chi conosce i bambini, sa che è impossibile! E, d'altronde, anche noi grandi il più delle volte facciamo o non facciamo le cose per nostro tornaconto personale.
Naturalmente questo non significa che i Tugnelli siano abituati a fare le cose solo in vista di qualcosa in cambio, ma certamente vengono blanditi e gratificati in abbondanza! Questo anche per tranquillizzare qualche lettrice timorosa di un regime troppo duro. Macchè!!

ps Per la cronaca ho amiche che mi considerano un'inflessibile e altre che mi danno della "troppobuonachedevesemprespiegaretuttoaifigli". Chissà magari vuol dire che sono più o meno a metà strada tra la versione signorina Rottenmeier (vedi sopra) e la versione "genitori di Salina" di Morettiana memoria (vedi sotto).
Forse non sarebbe malaccio!!!
Ciao a tutti

giovedì 27 ottobre 2011

La partita di Stefano Ferrio. Libro per amanti del calcio e/o dei bei romanzi

More about La partita

Ero appena entrata nella Biblioteca  comunale vicino a Porta Venezia  con la Tugnella e, mentre lei raggiungeva di corsa il reparto bimbi, mi sono fermata un secondo davanti a una colonna con alcuni libri esposti. La copertina che vedete qui sopra  ha attirato la mia attenzione e dopo veloce lettura dei risvolti del libro, ho deciso di prenderlo... ed è stata scelta casuale rivelatasi felicissima!
Lettura epica, commovente e pure divertente.
Che non si facciano spaventare dal titolo e dal contenuto in buona parte calcistico le gentili donzelle. Sì, è anche un libro sul calcio, però raccontato in maniera romantica e appassionata e anche se non capite nulla di fuorigioco, rimesse laterali e mediani di spinta, potrete comunque amarlo.
Anch'io, che non sono una tifosa scatenata e guardo giusto qualche derby, le finali di coppa se gioca il Milan e le partite decisive della Nazionale, mi sono ritrovata su Youtube a cercare i gol così bene descritti da Ferrio (ad esempio quelli di Italia-Germania 4-3 -Messico 1970).
E poi il calcio è un escamotage per parlare di amicizia, di relazioni, di scelte, di rimpianti e di sogni, dell'Italia di 33 anni fa e di quella di oggi.
Un libro che mi sono immaginata già film e nel farlo mi è venuto immediato pensare a Salvatores alla regia, perchè il tema delle amicizia maschili con spunti calcistici ricorda un po'  Marrakesh Express. Ho immaginato Bentivoglio invecchiato con lo sguardo acquoso che interpreta l'ingegnere depresso, Abatantuono nei panni dell'imprenditore leghista, Giuseppe Cederna l'ex terrorista romantico, Gigio Alberti il tossico innamorato. Ma ci sarebbe posto per tanti altri e probabilmente sarebbero tutti contenti di aver l'occasione di interpretare i tanti personaggi straordinari di questo libro.

"Era un'Inghilterra della provincia veneta, ma non per questo meno Inghilterra di quella vera. Una squadra di ventenni i cui tratti si stagliavano imperiosi, tendenzialmente idealisti, un po' prevedibili. Molto inglesi. Fisici, sanguigni, e con stille di genio. Giocatori a volte belli da vedere, ma più spesso brutti. E temprati dalle sconfitte"

"E' esattamente questo il senso della sfida che siamo chiamati a giocarci. Se lo faremo dedicando ogni stilla del nostro sudore non a mille noti campioni ma a un gioco reso immortale da milioni di giocatori sconosciuti, vinceremo. Nel nome degli infiniti e oscuri portieri che pregano, terzini che picchiano, mediani che sanguinano, laterali che inciampano, centrocampisti che annaspano e attaccanti che non sanno mai come diavolo girarsi verso quella stramaledetta porta. I nostri compagni, in campo e nella vita. Quelli a cui si deve la misteriosa, stupenda e democratica bellezza del Calcio"
Ciao a tutti!
Ps Anche quest'anno sto partecipando alla sfida Lettori extralarge di Anobii.  A proposito, potete andarvi a leggere altre recensioni più complete e precise della mia e vedrete che vi convincerete a leggere questo libro!

Comunque, tornando alla sfida, ho appena rilanciato a 75 libri, dal momento che grazie a un'estate di intense letture avevo raggiunto l'obiettivo iniziale di 65. Questo per dire che avrei parecchi tomi da recensire e, per fortuna!, solo pochi di questi meriterebbero pesante stroncatura.
Il tempo e la voglia sono sempre scarsi, ma prometto (in particolare a mia cugggina mia cugggina, una delle poche lettrici continuative del mio blogghetto) che presto o tardi provvederò a scrivere qualche recensione, magari cumulativa.